STATUTO

Allegato “B” al n. 30.542/17.581 di Repertorio

TENNIS CLUB GENOVA 1893

 


TITOLO I

Denominazione – Scopo – Sede – Durata

ART. 1° – Si è costituita in Genova,  nell’anno  1893,  una Associazione  sportiva dilettantistica senza scopo di lucro denominata “Tennis Club Genova 1893 – Associazione Sportiva Dilettantistica”. Colori sociali bianco e rosso.

ART. 2° – L’Associazione ha la sua sede  in  Genova,  Salita della Misericordia 5. L’appartenenza all’Associazione comporta, ad ogni effetto, la accettazione di domicilio  da  parte del  Socio  presso  la Sede sociale e l’obbligo inderogabile del Socio di fare valere qualsivoglia ragione e/o diritto nei confronti dell’Associazione unicamente innanzi al  Consiglio Direttivo  e/o  al Collegio dei Probiviri della Associazione stessa in conformità alle norme del presente Statuto e fatto salvo in particolare quanto previsto dal successivo articolo 28, ultimo capoverso.

L’Associazione è destinata ad operare nell’ambito territoriale della Regione Liguria e in particolare nel contesto della città di Genova, salva in ogni caso la partecipazione di Soci e tesserati a manifestazioni sportive di livello nazionale o internazionale.

ART.  3° – La Associazione ha natura privata e finalità unicamente sportive, escluso ogni scopo di lucro, oltre ad  altre  attività  di svago e culturali quali, a titolo di esempio,  trattenimenti e riunioni di Soci a scopo benefico e di divertimento, giochi di carte, ecc., compresa l’attività didattica per l’avvio, l’aggiornamento e il perfezionamento della attività sportiva del tennis.

ART.  4°  –  L’ordinamento interno e l’amministrazione della Associazione sono disciplinati dalle disposizioni  del  presente  Statuto  e dai relativi eventuali regolamenti e l’appartenenza alla Associazione in qualsiasi forma determina ad ogni effetto l’accettazione dello Statuto stesso e dei relativi regolamenti, delle deliberazioni delle  Assemblee,  del Consiglio  Direttivo  e degli altri organi sociali, prese in conformità dello Statuto e regolamenti.

L’Associazione aderisce con tutti i suoi componenti giocatori  di  tennis alla Federazione Italiana Tennis, della quale ha accettato sia per sé che per i propri Soci, gli Statuti ed  i regolamenti organici.

ART.  5° – La durata della Associazione è a tempo indeterminato.


TITOLO II

Entrate e patrimonio sociale

ART. 6° – Le entrate della Associazione sono costituite:

  1. a) dalle quote di ingresso e dalle quote sociali;
  2. b) da eventuali contributi straordinari di Soci o di terzi;
  3. c) da tutte le entrate, che sono in genere quelle provenienti dall’esercizio delle attività sociali.

ART. 7° – Il patrimonio della Associazione è costituito:

  1. a) dai beni immobili e mobili di proprietà della Associazione;
  2. b) da eventuali avanzi di bilancio accantonati a fondi  di riserva;
  3. c) da trofei aggiudicati definitivamente in gara;
  4. d) da donazioni, lasciti e successioni.

TITOLO III

Soci – Categorie – Ammissioni e Quote Sociali

ART. 8° – L’Associazione è formata da persone fisiche di qualsiasi nazionalità, sesso e religione.

L’Associazione è formata da:

  1. a) Soci onorari
  2. b) Soci effettivi
  3. c) Soci frequentatori
  4. d) Soci juniores
  5. a) Soci onorari: sono coloro che, per particolari benemerenze verso l’Associazione, vengono proclamati soci onorari dalla Assemblea ordinaria dei Soci. Possono occupare cariche sociali e partecipare e votare nelle assemblee sociali con diritto a un voto e non pagano quote di ingresso, né quote sociali.
  6. b) Soci effettivi: sono coloro che hanno diritto al gioco del tennis ed a tutte le manifestazioni sociali, ad occupare cariche sociali ed a partecipare e votare alle assemblee sociali con diritto ad un voto. Essi pagano la quota di ingresso e la quota annuale. Sono Soci effettivi familiari il coniuge ed i figli dei Soci effettivi che ne facciano richiesta; essi non pagano la quota di ingresso, ma pagano la quota annuale e possono occupare cariche sociali e partecipare alle assemblee con diritto ad un voto.
  7. c) Soci frequentatori: sono coloro che non hanno diritto al gioco del tennis, ma possono usufruire dei servizi inerenti alle attività sportive, possono partecipare a tutte le manifestazioni sociali ed alle assemblee sociali con diritto ad un voto e possono fare parte del Consiglio Direttivo. Sono Soci frequentatori familiari il coniuge ed i figli dei Soci frequentatori che ne facciano richiesta; essi non pagano la quota di ingresso, ma pagano la quota annuale e possono occupare cariche sociali e partecipare alle assemblee con diritto ad un voto. Sulle decisioni relative alla gestione dei campi da tennis sia i Soci frequentatori, sia i Soci frequentatori familiari non hanno diritto di voto.
  8. d) Soci juniores: sono coloro che all’inizio dell’anno sociale non hanno ancora compiuto il 25° anno di età. Possono partecipare alle assemblee sociali. Coloro che hanno compiuto il 18° anno di età hanno diritto ad un voto e possono far parte del Consiglio Direttivo. Pagano la quota annuale, ma non pagano la quota di ingresso. Al raggiungimento del 25° anno di età i Soci juniores hanno la possibilità di accedere alla categoria dei Soci effettivi o dei Soci frequentatori familiari ovvero dei Soci effettivi o frequentatori, dietro pagamento, in questo ultimo caso, della quota di ingresso, salvo quanto previsto dal terzo paragrafo dell’articolo 10 del presente Statuto.

Ove il Consiglio Direttivo lo ritenga opportuno, anche in relazione al rapporto tra il numero di Soci nelle varie categorie e campi da tennis e altre strutture disponibili, possono essere ammessi a partecipare alla vita sociale in via provvisoria eventuali soggetti che ne facciano domanda, quali:

1) Soci provvisori effettivi: sono coloro che usufruiscono di un periodo di prova della durata massima di tre anni, godendo degli stessi diritti dei Soci effettivi, fatta eccezione per il diritto di

partecipare alle assemblee sociali, che non compete loro.

2) Soci provvisori frequentatori: sono coloro che usufruiscono di un periodo di prova della durata massima di tre anni, godendo degli stessi diritti dei Soci frequentatori, fatta eccezione per il diritto di partecipare alle assemblee sociali, che non compete loro.

I Soci provvisori effettivi e frequentatori non pagano la quota di ingresso, ma pagano la quota annuale di Socio effettivo o di Socio frequentatore con una maggiorazione del 20%. Al termine del periodo di prova (ovvero, su richiesta, anche anticipatamente), essi possono accedere, rispettivamente, alla categoria dei Soci effettivi ovvero alla categoria dei Soci frequentatori, dietro il pagamento della quota di ingresso, diminuita dell’importo complessivo delle maggiorazioni in precedenza versate. L’accesso alle predette categorie, resta tuttavia sempre subordinato al parere favorevole del Consiglio Direttivo, ai sensi dell’ultimo capoverso dell’articolo 10 del presente Statuto.

ART. 9° – Le domande per l’ammissione a Socio dovranno essere redatte su appositi moduli e controfirmate per presentazione da due Soci. Le domande a Socio effettivo e junior e a Socio provvisorio effettivo dovranno essere firmate per presentazione da due Soci effettivi, mentre quelle a Socio frequentatore e a Socio provvisorio frequentatore potranno essere presentate e controfirmate anche da Soci frequentatori.

Le domande dei candidati minorenni dovranno essere controfirmate anche da entrambi i genitori o da quello di essi che eserciti in via esclusiva la potestà. Il Consiglio Direttivo ha facoltà discrezionale di sospendere l’ammissione di nuovi Soci di qualsiasi categoria, quando ne giudichi l’opportunità, specialmente in relazione al numero dei Soci già appartenenti alla relativa categoria. Il Consiglio Direttivo dispone di volta in volta la affissione all’albo del Club dell’elenco dei candidati a Socio. Entro 15 giorni dalla data di affissione ciascun Socio potrà fare opposizione alla ammissione, opposizione che dovrà essere motivata e indirizzata, anche verbalmente, al Presidente il quale la riproporrà al Consiglio Direttivo che la esaminerà deliberando in ordine all’ammissione.

Il passaggio da una categoria all’altra di Soci è subordinato al parere favorevole del Consiglio Direttivo.

Quote sociali

ART. 10° – Le quote di ingresso e le quote annuali di associazione vengono fissate, all’inizio di ogni anno dal Consiglio Direttivo purchè l’eventuale aumento non sia superiore al 5% (cinque per cento) ovvero all’incremento dell’INDICE ISTAT per famiglie di operai e impiegati riguardo gli ultimi dodici mesi se maggiore.

Qualora il Consiglio Direttivo intenda proporre aumenti maggiori o la riduzione delle quote di ingresso la relativa delibera spetta all’Assemblea. Le quote di ingresso devono essere pagate in una o più soluzioni entro il termine massimo di 24 mesi a partire dal momento della notifica di ammissione, secondo le specifiche modalità determinate di tempo in tempo dal Consiglio Direttivo. Le quote annuali devono essere pagate in unica soluzione entro il 31 gennaio di ogni anno.

Tuttavia, il Consiglio Direttivo stabilisce, all’inizio di ogni anno, ed anche al di là dei limiti sopra previsti, la quota di ingresso dei Soci effettivi provenienti dalle file dei soci juniores e le modalità del relativo pagamento, applicando in ogni caso uno sconto, non inferiore al 5% per ogni anno di loro appartenenza all’Associazione in qualità di Soci juniores. Inoltre, il Consiglio Direttivo stesso può stabilire eventuali motivate riduzioni della quota di ingresso per determinate categorie di soci e/o per determinate categorie generali di persone nell’ambito di una o più categorie di soci, entro il limite massimo dei 2/3 delle quote di ingresso di tempo in tempo in essere per la relativa categoria di ingresso.

ART. 11° – I Soci di tutte le categorie, esclusi i soci onorari, contraggono impegno a tempo indeterminato al pagamento delle  quote  sociali.  Essi  possono dimettersi, notificando al Presidente  dell’Associazione le loro dimissioni con lettera raccomandata spedita entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello dal  quale  intendono far decorrere le dimissioni.

In mancanza di notifica delle dimissioni entro  il  suddetto termine perentorio, l’impegno si intenderà automaticamente e tacitamente rinnovato per un anno e così di seguito.

Il Socio che non provvede al pagamento  delle  quote  dovute entro i termini di cui nell’articolo  10,  sarà  invitato  a provvedervi entro i successivi 10 giorni, trascorsi i quali, ove inadempiente, sarà considerato moroso, non potrà accedere nè alla Sede sociale, nè ai campi da tennis e perderà  ad ogni  effetto  i  diritti  derivanti dalla qualità di Socio, fermo il suo debito per la quota non pagata, rimanendo  riservate alla Associazione le azioni per ottenere soddisfacimento dei propri diritti.

In caso di trasferimento della propria residenza in altra città, o per altre cause convalidate dal Consiglio Direttivo, il socio effettivo, frequentatore o juniores può chiedere di essere dispensato in tutto o in parte dal pagamento delle quote annue, senza decadere dalla qualità di Socio. Qualora la causa di sospensione si protragga oltre un anno, la richiesta dovrà essere nuovamente sottoposta al vaglio del Consiglio Direttivo, che avrà facoltà di stabilire il numero massimo di anni per i quali sia possibile beneficiare della qualifica di socio assente.

ART.  12°  –  Il Socio perde tale sua qualifica in seguito a dimissioni o per morosità, oppure quando sia dichiarato  decaduto od espulso.

La  decadenza può essere pronunciata dal Consiglio Direttivo anche per le seguenti ragioni:

  1. a) per interdizione;
  2. b) per condanna penale passata in giudicato, escluse le condanne per reato meramente colposo.

La  espulsione del Socio può essere pronunciata dal Collegio dei  Probiviri, su proposta motivata del Consiglio Direttivo allorquando  gravi ragioni di indegnità determinino la inammissibilità dell’appartenenza del Socio alla Associazione.

Il  Socio effettivo o junior, che senza il consenso da parte della Associazione per il suo trasferimento effettui il proprio  tesseramento come giocatore per altro circolo, può essere considerato dimissionario dalla sua qualità di Socio  a tutti gli effetti.


TITOLO IV

Assemblee

ART.  13° – L’Assemblea generale ordinaria dei Soci è convocata dal Presidente o da chi ne fa le veci almeno una  volta all’anno  entro  il 31 marzo di ogni anno per l’approvazione del bilancio consuntivo dell’anno precedente e di quello  di previsione  per l’anno in corso, nonché per la nomina del Presidente e del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Probiviri alla scadenza dei rispettivi mandati.

Le Assemblee straordinarie saranno convocate ogni qualvolta il Presidente o il Consiglio Direttivo lo ritengano opportuno ovvero a seguito di richiesta scritta di almeno  1/10  dei Soci  aventi diritto di voto, con l’indicazione dell’ordine del giorno da discutere. In quest’ultimo caso, il Presidente, o chi ne  fa le veci, è tenuto a convocare l’Assemblea  entro  30  giorni dalla data di ricevimento della relativa richiesta.

Tutte le assemblee debbono essere sempre  tenute  presso  la Sede sociale, tranne casi di forza maggiore.

ART.  14°  – I Soci sono convocati con circolare di convocazione, che dovrà essere loro spedita, via posta ordinaria ovvero, per chi ha comunicato il proprio indirizzo e-mail alla segreteria, via posta elettronica, almeno 10 giorni  prima del giorno fissato per l’assemblea.

Nell’avviso di convocazione debbono essere  indicati,  oltre l’ora,  la  data e il luogo della riunione, gli argomenti da trattare. L’avviso di convocazione deve essere  altresì  affisso  all’Albo  sociale  dal giorno della convocazione fino a quello fissato per l’assemblea.

ART. 15° – Alle assemblee possono intervenire tutti i Soci in regola con il pagamento delle quote.

Sono ammesse deleghe scritte con il limite massimo di 3 (tre) deleghe per ciascun delegato in favore di Soci onorari, effettivi e frequentatori, nonché in favore di Soci juniores, che abbiano compiuto il 18° anno d’età.

ART.  16° – Le Assemblee ordinarie sono valide, in prima convocazione, qualora sia presente e votante almeno la metà degli aventi diritto di voto ovvero, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei presenti e votanti.

Le Assemblee straordinarie sono valide purchè sia presente e votante un numero di Soci  rappresentante  non  meno  di  un quinto degli aventi diritto di voto.

Le deliberazioni delle assemblee sia ordinarie che straordinarie si prendono a maggioranza assoluta di voti  degli  intervenuti e votanti, tranne i casi in cui il presente Statuto stabilisca specificatamente il contrario.

Le  votazioni  si  faranno  a schede segrete soltanto se ciò sarà richiesto, anche verbalmente, da almeno 20 Soci presenti. Le deliberazioni dell’assemblea obbligano i  Soci  anche se assenti o dissenzienti.

ART. 17° – L’Assemblea ordinaria dei Soci:

  1. a) nomina il Presidente dell’Associazione;
  2. b) nomina i componenti del Consiglio Direttivo ed i componenti del Collegio dei Probiviri;
  3. c) nomina il Presidente Onorario e i Soci Onorari;
  4. d) delibera sul bilancio di ogni esercizio che sarà presentato dal Consiglio Direttivo;
  5. e) delibera su ogni altra questione e  problema  attinente alla vita dell’Associazione posti all’ordine del giorno;
  6. f) determina le quote di ingresso e le quote annuali di associazione nei casi previsti dall’art. 10.

L’Assemblea straordinaria dei Soci:

  1. a) delibera sulle modificazioni dello Statuto sociale;
  2. b) delibera in ordine ad acquisti o alienazioni di immobili o alla assunzione di mutui ipotecari;
  3. c) delibera sullo  scioglimento della Associazione e sulle modalità della liquidazione;
  4. d) delibera in merito ad eventuali contributi straordinari.

Può essere eletto Presidente soltanto un Socio  effettivo.

ART. 18° – L’Assemblea è presieduta dal Presidente  dell’Associazione o, in sua assenza, dal Vice Presidente o  da  persona delegata dall’Assemblea stessa. Il Presidente nomina un segretario e, occorrendo, due o più scrutatori. Di ogni  Assemblea  viene  redatto verbale su apposito libro da firmarsi dal Presidente della stessa e dal Segretario.

ART. 19° – L’elezione del Presidente dell’Associazione e dei Consiglieri avviene con il sistema del voto di lista. Più precisamente le candidature, che dovranno essere proposte da un numero minimo di 10 Soci, dovranno essere presentate all’interno di liste unitarie che, oltre a una eventuale indicazione di programma, dovranno contenere la specifica indicazione del nominativo del candidato a Presidente, nonché del nominativo dei candidati a Consigliere in un numero non inferiore a otto, che dovranno sottoscrivere la proposta per accettazione della propria candidatura. Le liste presentate dovranno essere depositate in segreteria, in visione dei soci, almeno trenta giorni prima di quello fissato per l’assemblea ordinaria elettiva (il cui avviso di convocazione dovrà pertanto essere spedito ai sensi del precedente articolo 14 almeno 45 giorni prima di quello fissato per l’assemblea), con facoltà per il candidato Presidente di sostituire prima della votazione all’interno della propria lista uno o più candidati consiglieri, in caso di loro ritiro della candidatura ovvero in caso di sopravvenuti impedimenti, che rendano impossibile l’assunzione della carica. Risulterà eletto Presidente il candidato a Presidente della lista che avrà raccolto il maggior numero di voti, e nell’ambito della stessa lista, risulteranno eletti Consiglieri, in numero di sei, i candidati Consiglieri che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze. A definire la composizione del Consiglio Direttivo, saranno eletti tra tutti gli altri candidati Consiglieri, in qualunque lista iscritti, i due che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze. In caso di parità di preferenze, risulterà eletto il candidato più anziano. Le schede di votazione dovranno riportare il nominativo dei singoli candidati a Presidente e consiglieri e saranno consegnate ai soci all’inizio dell’assemblea ordinaria elettiva.


TITOLO V

Del Presidente e del Consiglio Direttivo

ART. 20° – Il Presidente e i Consiglieri vengono eletti dall’assemblea ordinaria per tre esercizi, compreso quello in cui vengono nominati, e sono rieleggibili. Il Presidente è, tuttavia, rieleggibile a tale carica per un numero massimo di due mandati consecutivi.

Il Presidente rappresenta l’Associazione di fronte ai terzi ed alla legge, potendo stare in giudizio sia in liti attive che passive; convoca e presiede le assemblee dei Soci e le sedute del Consiglio Direttivo.

Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in caso di malattia o assenza, nonché nell’ipotesi di decesso o dimissioni; ricorrendo una delle ultime due ipotesi l’elezione del nuovo Presidente avverrà alla prima assemblea ordinaria, secondo quanto previsto dall’art. 19 dello Statuto.

ART.  21°  –  L’Associazione  è amministrata da un Consiglio Direttivo composto di 9 membri e cioè: il  Presidente, un Vice Presidente, un Segretario, un Tesoriere e cinque Consiglieri. Il Vice Presidente, il Segretario  e il Tesoriere sono nominati in seno al Consiglio stesso.

ART.  22° – Le sedute del Consiglio sono valide quando siano presenti  almeno  cinque  membri.  Le sue deliberazioni sono prese a maggioranza di voti dei presenti votanti; in caso di parità decide il voto del Presidente o di  chi  presiede  la riunione stessa.

Ogni componente del Consiglio Direttivo, che per quattro volte consecutive nel corso di ogni esercizio si renda  assente alle riunioni senza giustificarne validamente la causa, può essere esonerato dall’incarico. Qualora vengano a mancare uno o più Consiglieri per qualsiasi ragione, incluso l’esonero di cui sopra, il consiglio può provvedere a sostituirli mediante cooptazione.

I Consiglieri così nominati restano in carica fino alla scadenza del Consiglio Direttivo, purché la loro nomina venga ratificata da parte della prima Assemblea ordinaria  successiva alla nomina stessa.

ART. 23° – Il Consiglio Direttivo si riunisce in via ordinaria  una volta al bimestre su convocazione del Presidente ed in via straordinaria ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno,  oppure  quando  ne  venga fatta richiesta per iscritto ad almeno cinque dei suoi componenti.

ART. 24° – Il Consiglio Direttivo è investito di tutti i più ampi  poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, fatta eccezione di quei soli  poteri  che lo  Statuto  riserva all’Assemblea. In particolare il Consiglio Direttivo:

  1. a) istruisce e delibera sulle domande di ammissione a Socio dell’Associazione;
  2. b) provvede al normale andamento  dell’Associazione,  alla conservazione del patrimonio e dell’amministrazione, curando gli incassi ed autorizzando, le spese;
  3. c) conviene, stipula, risolve, modifica, rinnova contratti di gestione, di locazione, di compravendita  di  macchine, contratti  di fornitura e di appalto, permuta di cose mobili e conto correnti bancari, ed infine, ogni contratto che  ritiene utile per gli scopi sociali;
  4. d) assume impiegati, operai e personale di servizio fissandone retribuzione e compensi; stipula contratti di consulenza o di collaborazione professionale;
  5. e) stabilisce, sentiti i delegati delle rispettive commissioni sportive, le norme per l’uso degli impianti, nonchè la delimitazione  delle  aree  per  l’esercizio  delle attività sportive;
  6. f) provvede alla compilazione delle norme di funzionamento della Sede sociale e dei regolamenti interni;
  7. g) dirime, eventualmente  per  il tramite di due o più dei suoi membri a ciò di volta in volta delegati, eventuali controversie di carattere regolamentare e/o attinenti alla convivenza  sociale,  che  dovessero  sorgere tra i Soci, tra i Soci  e   l’Associazione  e/o componenti dello stesso Consiglio;
  8. h) ha la facoltà di aumentare e ridurre le quote di ingresso e le quote annuali di associazione nei limiti di quanto previsto dall’art. 10 del presente Statuto;
  9. i) assume le occorrenti determinazioni in merito ai soci assenti ai sensi dell’art. 11 del presente Statuto;
  10. l) ha la facoltà di stabilire le quote di ingresso dei Soci effettivi nei limiti precisati all’art. 10 del presente Statuto;
  11. m) sentito il rapporto dei suoi membri come sopra delegati, può deliberare le seguenti sanzioni nei confronti degli associati:

1) il richiamo verbale;

2) il richiamo scritto, da conservarsi agli atti del  Consiglio;

3) la censura, parimenti da conservarsi agli atti del Consiglio;

4) la sospensione fino a 30 giorni;

5) la decadenza nei casi previsti dall’art. 12.

Le decisioni del Consiglio vengono dal Presidente comunicate con lettera raccomandata all’interessato, il quale ha facoltà di appello da presentarsi al Collegio dei Probiviri entro il termine perentorio di quindici giorni dalla data di ricevimento della raccomandata suddetta.

L’appello sospende l’esecuzione della sanzione;

  1. n) compila i bilanci preventivo e consuntivo, convoca l’assemblea ordinaria e straordinaria a norma di Statuto e ogni qualvolta lo ritenga necessario;
  2. o) può delegare in tutto o in parte i suoi poteri al Presidente e/o ad uno o più altri membri del Consiglio, ferma la facoltà di impartire direttive ai delegati e di avocare eventualmente a sé operazioni rientranti nella delega.

Il Consiglio Direttivo ha, infine, la facoltà di ridurre o eliminare la quota di ingresso dallo stesso fissata e/o le quote annuali a beneficio di singole persone che si siano specialmente distinte in campo sportivo e/o abbiano acquisito particolari benemerenze verso l’Associazione con delibera da assumere all’unanimità dei consiglieri presenti.

ART. 25° – Il Presidente rappresenta in giudizio l’Associazione, sia nelle liti attive, che in quelle passive, con facoltà di promuovere e resistere qualsiasi azione o iniziativa arbitrale o giudiziaria, in ogni grado e giurisdizione, nominando a tal fine avvocati e consulenti tecnici. Al Presidente è attribuito altresì il potere di dare esecuzione, con firma singola, alle deliberazioni del Consiglio, ove la predetta esecuzione non sia demandata dal consiglio a uno o più altri consiglieri (con firma singola ovvero congiunta).

Al Presidente e ai consiglieri delegati può essere, inoltre, attribuita la rappresentanza dell’Associazione nell’ambito delle deleghe da ciascuno di essi ricevute, da esercitarsi con firma singola salvo ove diversamente disposto dal Consiglio all’atto della delega.

Ove lo ritenga opportuno, infine, il Consiglio può nominare procuratori generali o speciali nelle forme stabilite dalla legge.

ART.  26°  –  Il Segretario del Consiglio Direttivo redige e conserva i verbali delle riunioni di Consiglio. Egli inoltre adempie a tutti i compiti e funzioni che gli vengono  esplicitamente affidati dal Presidente e dal Consiglio Direttivo.


TITOLO VI

Commissione Sportiva

ART. 27° – L’attività tennistica sportiva della Associazione è controllata da una Commissione Tecnica composta da  cinque membri, di cui almeno un Consigliere, nominati dal Consiglio Direttivo e da scegliersi fra i Soci effettivi.

La Commissione Tecnica dovrà seguire,  nella  organizzazione dell’attività sportiva, il programma fissato nelle sue linee generali dal Consiglio Direttivo. I membri della Commissione Tecnica  provvedono  alla  nomina di un Presidente scelto in seno alla Commissione stessa. Le decisioni della Commissione sono prese collegialmente a maggioranza e in caso di  parità prevale il voto del Presidente.


TITOLO VII

Del Collegio dei Probiviri

ART.  28° – L’Assemblea generale dei Soci elegge un Collegio dei Probiviri composto da 5 membri effettivi e 2 supplenti, i quali durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

Il Presidente ed il Segretario del Collegio vengono nominati dai componenti del Collegio nella  prima  riunione  dopo  la elezione.

Qualora  venga  a  mancare  durante il triennio di carica un Probiviro, egli sarà sostituito dal primo dei Probiviri supplenti e così via.

Il  Collegio,  su richiesta del Consiglio Direttivo o su appello di uno o più Soci avverso la decisione  del  Consiglio, giudica su tutte le controversie  che insorgono tra i Soci, tra Soci e l’Associazione e/o tra componenti dello stesso Consiglio, comunicando per iscritto alle parti interessate e al Consiglio le proprie decisioni, che dovranno altresì essere debitamente verbalizzate in apposito libro verbale da  tenersi nella  Sede  sociale a cura del Segretario dei Probiviri. Il Collegio inoltre decide le  sanzioni,  più oltre previste.

Per  la validità delle deliberazioni del Collegio occorre la presenza di almeno tre membri; le decisioni vengono prese  a maggioranza dei votanti, esclusi gli astenuti, prevalendo in caso di parità, il voto del Presidente.

Le sanzioni che il Collegio dei Probiviri può deliberare sono le seguenti:

  1. a) il richiamo verbale;
  2. b) il richiamo scritto, da conservarsi agli atti del Collegio;
  3. c) la censura, parimenti da conservarsi agli atti del Collegio;
  4. d) la sospensione per durata non superiore a sei mesi salvo quanto in appresso nei casi di sospensione cautelare;
  5. e) l’espulsione per gravi ragioni di indegnità dal sodalizio a seguito di proposta scritta e motivata da parte del Consiglio.

L’espulsione del Socio deve essere notificata all’interessato e copia integrale della decisione viene  inviata  al Consiglio  Direttivo,  il  quale dovrà disporre per gli opportuni provvedimenti amministrativi.  Sono senz’altro causa di espulsione la condanna definitiva per reato infamante e la indegnità per gravi  motivi morali da valutarsi dal Collegio. E’ facoltà del Collegio di sospendere cautelarmente il Socio che fosse assoggettato  a  procedimento penale per reato comune sino all’esito del giudizio.

La sospensione e la espulsione non possono  essere  adottate se non previo invito scritto all’interessato e far valere le proprie ragioni davanti al Collegio in apposita adunanza.

Tutte  le  decisioni  debbono  essere motivate e non saranno suscettibili di impugnazione in qualsiasi sede, fatta eccezione per l’espulsione avverso la quale il Socio espulso potrà ricorrere all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’articolo 24, comma 3, c.c., entro sei mesi dalla notifica della relativa decisione del Collegio.


TITOLO VIII

Del Collegio dei Revisori

ART. 29° – Il Collegio dei Revisori è composto da tre membri effettivi e due supplenti nominati dall’Assemblea ordinaria fra i Soci effettivi o frequentatori iscritti al Registro dei revisori legali dei conti. Il Collegio dura in carica tre esercizi e i suoi componenti sono rieleggibili per non più di tre mandati consecutivi. Nella prima riunione il Collegio elegge fra i suoi membri il Presidente.

L’appartenenza al Collegio è incompatibile con qualsiasi altra carica sociale nell’ambito dell’Associazione.

Se uno o più revisori rinunciano alla carica devono darne comunicazione scritta al Presidente del Consiglio Direttivo, il quale provvederà a sostituirli con i revisori supplenti: gli stessi, ove così nominati, restano in carica per la durata prevista per l’intero Collegio e la successiva assemblea dei soci elegge un nuovo supplente.

ART. 30 – Il Collegio dei Revisori esercita il controllo contabile e verifica il bilancio consuntivo e preventivo, rispondendo all’Assemblea ordinaria dei Soci; il Collegio effettua le verifiche contabili, dandone atto in verbali da trascrivere su apposito libro.


TITOLO IX

Rendiconto di Gestione e Bilancio

ART.  31°  – L’anno sociale decorre dal 1° Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno.

Entro  tre  mesi  dalla chiusura della gestione il Consiglio Direttivo è tenuto a presentare all’Assemblea,  per  la  sua approvazione,  il  rendiconto  di gestione, il bilancio dell’anno  precedente  ed  il  bilancio preventivo dell’anno in corso.

E’ espressamente vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili, fondi e riserve di capitale durante la vita della Associazione.


TITOLO X

Dello scioglimento dell’Associazione

ART. 32° – Quando per speciali circostanze si  ritenesse  di addivenire allo scioglimento dell’Associazione sarà convocata un’apposita Assemblea straordinaria.

Per la efficacia della delibera di scioglimento è necessaria la presenza ed il voto favorevole di tre quarti dei Soci. Il patrimonio che residuerà dopo lo scioglimento dell’Associazione sarà devoluto a favore di associazioni sportive o di altri enti che abbiano analoghi scopi sociali, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.


TITOLO XI

Disposizioni generali

ART. 33° – Tutte le cariche sociali sono gratuite. E’ fatto divieto ai membri del Consiglio Direttivo di ricoprire cariche sociali in altre società e/o associazioni sportive nell’ambito della disciplina del tennis.

ART. 34° – Il Consiglio Direttivo ha facoltà di emanare  ulteriori  norme  regolamentari interne dell’Associazione allo scopo di disciplinare e regolare l’uso dei locali ed impianti sociali da parte dei Soci, nonchè in genere tutta la vita dell’Associazione.

ART. 35° – Per quanto non espressamente regolato dal presente Statuto, si fa riferimento alle disposizioni  del  Codice Civile.

Disposizioni transitorie

Ove approvate, le modifiche degli articoli 10°, 11°, ultimo capoverso, 15°, 22°, secondo capoverso, e 24°, 31° (nuova numerazione) e 32° (nuova numerazione) saranno di immediata applicazione.

Ove approvate, le modifiche degli articoli 8°, secondo capoverso, lettera d), ed 11°, primo capoverso, saranno applicate a partire dall’1° gennaio 2016.

Ove approvate, le modifiche degli articoli 8°, secondo capoverso, lettera c), 17°, 18°, 19°, 20°, 21°, 22°, primo capoverso, nonché 28° si applicheranno a partire dalla convocazione della prossima assemblea convocata per la nomina del Consiglio Direttivo o del Collegio dei Probiviri.

Ove sia approvato l’inserimento dei nuovi articoli 29° e 30°, il  primo Collegio dei Revisori sarà nominato dall’assemblea dei soci convocata per l’approvazione del bilancio consuntivo 2015 e preventivo 2016.

F.TO: GIOVANNI MONDINI

LUIGI FRANCESCO RISSO